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RICERCA E SVILUPPO DELL'ECONOMIA

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Mercoledì 01 Luglio 2009 12:11


CONVEGNO

QUANTO CONTANO I VALORI OGGI?”Schwartz_convegno
La trasmissione intergenerazionale dei valori quale cardine della società di domani

Treviso, 9 febbraio 2007

 

Il 9 febbraio 2007, in un Convegno di Studi a Treviso, il Prof. Shalom Schwartz, professore emerito della Hebrew University di Gerusalemme e esperto di valori di fama mondiale, ha presentato i primi dati di una ricerca scientifica sulla trasmissione dei valori fra le generazioni dal titolo "La trasmissione intergenerazionale dei valori in famiglie con figli adolesenti", promossa dalla Fondazione Ispirazione di Treviso in collaborazione l’Università Cattolica di Milano - Centro Studi e ricerche per la Famiglia.

Un’anteprima dei risultati di questo progetto, che riguarda la prima parte dell'indagine, svolta presso 10 Istituti Superiori trevigiani, per un totale di 300 ragazzi e loro genitori e nonni, fotografa una realtà giovanile in cui i ragazzi hanno voglia di potere e successo; sono centrati sul proprio benessere e attenti all’edonismo; amano l’indipendenza e sono aperti al cambiamento; curano le relazioni interpersonali e proclamano valori universali quali la pace, la giustizia e la tolleranza. Soprattutto, sono molto diversi dai loro genitori.La seconda parte dell'indagine riguarderà analogo campione nell'hintrland milanese, per poter raffrontare i dati raccolti ed anche effettuare comparazioni internazionali.

Il progetto della ricerca è partito da Treviso nel 2004 per iniziativa della fondazione “Ispirazione”,  per cercare una risposta ad alcune domande che sfidano genitori, educatori e insegnanti: i giovani non hanno più valori? O hanno solo altre priorità? E quali, allora? Sono forse le famiglie che non sanno più trasmettere i valori alle nuove generazioni?

Domande legittime e talvolta inquietanti, soprattutto se lette in filigrana alla cronaca che vede sempre più spesso gli adolescenti protagonisti di episodi di violenza, di intolleranza, di bullismo. Al di là dei casi eclatanti riportati dai mass-media, risulta evidente una crescente difficoltà di relazione degli adulti con gli adolescenti e degli adolescenti fra loro. Sempre più spesso dalle famiglie e dai luoghi educativi emerge la preoccupazione per la diffusione fra i ragazzi di una certa noncuranza verso sé e verso gli altri e di una generale insofferenza verso l’universo dei valori degli adulti che sfocia in indifferenza.

Si dice: colpa della mancanza di valori o degli pseudo-valori veicolati dalla società del benessere e dei consumi di massa. Un tema troppo delicato per affidarsi all’opinione comune o alla banalizzazione dei salotti televisivi. Ma anche un tema ancora troppo poco esplorato, come spesso accade quando si maneggiano concetti delicati come i “valori”. Il rischio di divisioni politiche, culturali, finanche religiose è sempre dietro l’angolo.

Proporre uno studio scientifico sulla trasmissione dei valori agli adolescenti a partire dalla famiglia è divenuta allora una vera e propria sfida, non a caso inedita per l’Italia. L’Università Cattolica “Sacro Cuore” di Milano ha raccolto la sfida della fondazione “Ispirazione” e, attraverso un apposito dottorato di ricerca, ha realizzato un questionario somministrato a 1.645 tra ragazzi adolescenti, loro genitori e una buona percentuale di nonne.

La ricerca è stata condotta con la collaborazione di 15 Istituti scolastici superiori, dieci in provincia di Treviso, i rimanenti nell’hinterland di Milano. I primi dati, che vengono presentati a Treviso, si riferiscono al 79,8% delle 473 famiglie che hanno risposto al questionario, e riguardano le risposte degli adolescenti e di almeno uno dei genitori. In 284 famiglie il questionario è stato compilato anche da una delle nonne (38,4% da nonne paterne e 61,6% da nonne materne).

Gli adolescenti (46,7% maschi e 53,3% femmine) hanno un’età compresa tra 14 e 21 anni, con una media di 17,2 anni. Il 36,8% vive nella regione Lombardia, il 62,8% in Veneto e una piccola percentuale (0,4%) in un’altra regione del nord Italia.

Il campione presenta uno status socio-economico medio o medio-basso, indicatore sintetico del titolo di studio e posizione professionale dei genitori.

Già da questo significativo campione si delineano le due possibili piste di lavoro. Innanzitutto, emerge un ritratto dei giovani di oggi attraverso il “kit” di valori ai quali fanno riferimento. Nel “kit” non mancano valori universali come la pace, la giustizia e la tolleranza. Ma ciò che più li caratterizza è l’attenzione al potere, al successo, all’edonismo, al proprio benessere. Una vera e propria linea di frattura con le generazioni precedenti. Se questa è la faccia prevedibile della cultura liquida della post modernità, meno scontata era la voglia di indipendenza che si coniuga con l’apertura al cambiamento. In linea con le previsioni, invece, l’importanza che gli adolescenti attribuiscono alle relazioni interpersonali.

Nella ideale hit parade dei valori, hanno perso smalto alcuni classici valori delle precedenti generazioni come l’universalismo, la tradizione, il conformismo, la sicurezza, l’identità.

Già solo questo primo ritratto valoriale degli adolescenti italiani è sufficiente a giustificare la seconda pista di ricerca: quale influenza può ancora avere la famiglia nel trasmettere i valori?

L’elaborazione del questionario ha cercato di individuare risposte scientificamente fondate tenendo conto dell’influenza esercitata sulla trasmissione dei valori da variabili strutturali e da altre legate al funzionamento familiare e al contesto sociale. Senza trascurare un’analisi dei diversi processi di trasmissione valoriale: quelli che legano tra loro le generazioni e quelli che invece rendono critico tale legame.

In aiuto dei ricercatori è venuta la “Teoria dei Valori” di Schwartz, elaborata dal professore dell’Università di Gerusalemme sulla base dei risultati ottenuti in oltre sessanta Paesi. Ancor oggi, a 12 anni dalla sua presentazione, la teoria di Schwartz rappresenta il riferimento teorico della maggior parte degli studi sui valori condotti in campo psicologico.

Schwartz a Treviso ha analizzato i  dati della ricerca proprio a partire dai dieci domini valoriali da lui definiti: potere, come status sociale e prestigio, nonché controllo delle risorse; successo, come traguardo personale da raggiungere attraverso la dimostrazione della propria competenza in accordo con gli standard sociali; edonismo, nel senso di piacere personale e divertimento; stimolazione, come apertura alla novità; e ancora l’autodirezione, espressione di indipendenza di pensiero, autonomia nella scelta, voglia di creare ed esplorare.

L’identikit degli adolescenti che emerge dalla ricerca appare contrapposto al mondo valoriale degli adulti, riassunto negli altri cinque domini di Schwartz: universalismo, che comprende comprensione, tolleranza, rispetto e protezione del benessere di tutte le persone e della natura; benevolenza, intesa come mantenimento e promozione del benessere delle persone con cui si è a diretto contatto; tradizione, espressione di rispetto e accettazione delle usanze e delle idee che appartengono alla tradizione culturale o religiosa; conformismo, inteso positivamente come obbedienza e limitazione di azioni che potrebbero disturbare o danneggiare gli altri e violare aspettative o norme sociali; infine, sicurezza, vissuta come armonia e stabilità della società, delle relazioni interpersonali e della propria persona.

A completare la riflessione del professor Schwartz, a Treviso è intervenuta l’équipe di ricercatori dell’Università Cattolica che ha curato la ricerca. In particolare, la professoressa Eugenia Scabini, Ordinario di Psicologia Sociale della Famiglia e direttore della Scuola di Dottorato in Psicologia, ha fornito alcune chiavi di lettura di cosa stia succedendo nelle famiglie italiane.

L’analisi dei primi dati della ricerca è stata invece affidata alla dottoressa Daniele Barni, che l’ha realizzata, affiancata dalla professoressa Rosa Rosnati, Associato di Psicologia Sociale e Tutor del progetto.

Il convegno, patrocinato dalla Regione Veneto, era aperto a chiunque fosse interessato al tema. Il taglio scientifico, infatti, non escludeva spunti pratici per genitori, educatori e insegnanti. In particolare, mirava a far emergere quali fattori facilitino e quali invece ostacolino la trasmissione dei valori tra le generazioni.

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Riferimenti bibliografici

Schwartz, S. H. (1992). Universals in the content and structure of values: Theoretical advances and empirical tests in 20 countries. In M. P. Zanna (Ed.), Advances in experimental social psychology (Vol. 25, pp. 1-65). New York: Academic Press.